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Tunisi

Capitale dinamica della Tunisia, Tunisi è una città ricca di contrasti, dove tradizione e modernità convivono in modo naturale. La Medina, la moschea al-Zaytuna, i souk e i quartieri moderni raccontano secoli di storia sovrapposti alla vita quotidiana.

≈ 120 km · circa 2 orePartenza: Kélibia
Tunisi

La Medina: il cuore storico

Il cuore storico di Tunisi è la Medina, Patrimonio UNESCO: un intrico di vicoli animati da souk, moschee, botteghe artigiane, madrase, fondouk e antichi palazzi. È uno spazio urbano compatto e stratificato, nel quale le funzioni religiose, commerciali e residenziali continuano ancora oggi a convivere.

Camminare nella Medina significa passare continuamente da vie strette e ombreggiate a piccoli slarghi, cortili e ingressi decorati. Le botteghe espongono tessuti, profumi, spezie, oggetti in metallo e artigianato. L’impressione è quella di una città antica ancora viva, non di un quartiere trasformato soltanto per il turismo.

Vicoli e souk della Medina di Tunisi

Fuori dalle mura il volto della capitale cambia. Viali alberati, caffè, mercati e quartieri moderni mostrano una Tunisi più contemporanea. Questo passaggio quasi immediato tra città storica e città moderna è uno dei contrasti più interessanti della visita.

Tra le visite possibili il documento ricorda anche il Museo del Bardo, ospitato in un antico palazzo e noto per una delle più importanti collezioni di mosaici romani. Nel materiale originale è indicato come una visita facoltativa.

Moschea al-Zaytuna

Ci sono luoghi che si percepiscono prima ancora di vederli, e la moschea al-Zaytuna è uno di questi. Nel cuore della Medina, tra i vicoli del souk e il profumo delle spezie di El Attarine, il suo minareto compare improvvisamente sopra i tetti e diventa un punto di riferimento per chi si muove nella città vecchia.

Fondata nel 732 d.C., la al-Zaytuna è la moschea più antica di Tunisi e uno dei centri storici dell’Islam maghrebino. La Medina è cresciuta intorno a questo edificio, tanto che la moschea rappresenta non soltanto un luogo di culto, ma uno dei nuclei da cui si è sviluppata la città islamica.

Il nome significa “l’ulivo”. Secondo il testo del documento, l’edificio originario fu costruito su strutture preesistenti, probabilmente romane e bizantine. È un dettaglio importante perché mostra come la città sia cresciuta per sovrapposizioni, incorporando materiali e tracce di epoche precedenti invece di cancellarle completamente.

Moschea al-Zaytuna a Tunisi

Secoli di ampliamenti e una grande tradizione di studi

La forma attuale della moschea è il risultato di numerosi ampliamenti e restauri. Uno degli interventi più importanti risale al IX secolo, durante il periodo aghlabide, quando il complesso fu trasformato e ampliato fino ad assumere dimensioni paragonabili a quelle delle grandi moschee del Mediterraneo islamico.

I portici del cortile sono sostenuti da oltre duecento colonne di marmo e granito, molte delle quali provengono da edifici romani e paleocristiani della regione. Le colonne non sono tutte uguali: cambiano altezza, materiale e capitello. L’effetto è quello di un insieme costruito con frammenti di civiltà differenti e ricomposto in una nuova architettura.

Per circa otto secoli la al-Zaytuna fu anche sede di una delle più importanti istituzioni di studio del mondo islamico, la Jami’a Zitouna. Qui arrivavano studenti dal Maghreb, dall’Andalusia e dall’Africa subsahariana per studiare teologia, diritto, letteratura araba e astronomia. Il documento ricorda anche Ibn Khaldun, storico e filosofo del XIV secolo, tra le figure legate alla sua storia intellettuale.

Architettura: cosa osservare durante la visita

La moschea si sviluppa attorno a un grande cortile centrale pavimentato in marmo, la sahn, circondato su tre lati da portici a doppia arcata. Il passaggio dal rumore dei souk al silenzio del cortile è netto: la luce riflessa sul marmo, la successione delle colonne e la regolarità delle arcate creano un’atmosfera completamente diversa da quella delle strade circostanti.

Il minareto si eleva dall’angolo nord-orientale del complesso. La struttura quadrata a più livelli segue il modello classico del minareto maghrebino e si distingue nettamente dalle forme cilindriche tipiche della tradizione ottomana.

Cortile della Moschea al-Zaytuna

La sala di preghiera non è accessibile ai non musulmani, ma il cortile permette comunque di comprendere l’organizzazione del complesso: la profondità dei portici, la successione degli assi e l’orientamento degli spazi verso la qibla, la direzione della Mecca.

Un dettaglio da non perdere sono le iscrizioni calligrafiche che corrono lungo le cornici dei portici. Non contengono soltanto versetti coranici, ma anche dediche di sovrani e donatori che nei secoli hanno finanziato restauri e ampliamenti: una sorta di memoria scritta della lunga vita della moschea.

Come viverla. Il testo del documento invita a osservare Tunisi con calma. Alternare monumenti, souk, mercati e soste nei caffè permette di percepire meglio il ritmo quotidiano della capitale.