Tappa 1 di 12

Kélibia

Mare cristallino, porto peschereccio, fortezza e calette selvagge: Kélibia è il punto di partenza del viaggio e uno dei luoghi più autentici della penisola del Capo Bon.

Punto di partenzaCapo Bon
Vista aerea della costa di Kélibia

Kélibia e il Capo Bon

Kélibia è una città costiera del governatorato di Nabeul, circa 25 chilometri a sud di Capo Bon. È un importante porto peschereccio e il suo centro moderno si estende verso l’entroterra, in una zona agricola dove si coltivano legumi, vigneti e tabacco.

Il nome richiama l’antico porto fenicio di Clupea. Nel corso dei secoli questo tratto di costa, proteso verso la Sicilia, ha avuto un ruolo strategico nelle rotte del Mediterraneo. La penisola del Capo Bon è spesso definita il “giardino della Tunisia”: un paesaggio fertile e rigoglioso, con vigneti, agrumeti e campi che scendono verso il mare.

Kélibia non ha l’atmosfera dei grandi resort di massa. È una località molto amata dagli stessi tunisini per le vacanze estive, con un ritmo più semplice e un rapporto diretto con il mare e la vita del porto.

La posizione della penisola, protesa verso la Sicilia, è parte essenziale dell’identità del luogo. Il documento ricorda che nelle giornate limpide Pantelleria può essere visibile a occhio nudo e che il tratto di mare tra il vicino lido di Hammam El Ghezaz e l’isola è di circa 70 chilometri in linea d’aria.

Spiaggia e forte di Kélibia

Il mare e le spiagge

Il mare del Capo Bon è uno degli elementi che più sorprendono chi arriva a Kélibia. L’acqua è limpida, i fondali sono vari e la costa alterna lunghe spiagge sabbiose a tratti più rocciosi. La spiaggia principale è una distesa di sabbia chiara e fine, con fondali bassi e digradanti, adatti anche ai bambini e a chi preferisce nuotare senza fretta.

Tra luglio e settembre l’acqua raggiunge temperature piacevoli, intorno ai 24-26 gradi secondo il documento, mentre la brezza che arriva dal mare rende più sopportabili le giornate più calde. Il profilo del forte sulla collina e il porto dei pescatori completano un paesaggio che conserva un carattere spontaneo e poco costruito.

La spiaggia principale si estende per diversi chilometri lungo la costa orientale della penisola. La sabbia chiara, i fondali bassi e il mare generalmente calmo la rendono adatta anche a chi viaggia con bambini o preferisce nuotare in acque poco profonde.

Spiaggia di Kélibia

La Baia dei Ricci

La Baia dei Ricci è una delle mete più spettacolari del litorale del Capo Bon. È una cala selvaggia, raggiungibile anche via mare, incorniciata da pareti rocciose e grotte che si aprono direttamente sull’acqua. Il nome deriva dai ricci di mare che popolano i fondali.

Qui il colore del mare cambia dal verde smeraldo vicino alla riva al blu più profondo al largo. Le scogliere e le pareti di pietra creano un paesaggio molto diverso dalle spiagge più aperte della costa. Nel documento viene descritta come uno di quei luoghi capaci di trasformare una semplice giornata al mare in un ricordo particolare.

Baia dei Ricci vicino a Kélibia

Il Forte e la storia di Kélibia

La storia di Kélibia è legata alla posizione strategica del Capo Bon. Le prime tracce di insediamento nella zona risalgono alla preistoria, ma è con i Fenici che il promontorio entra pienamente nelle grandi rotte del Mediterraneo. I navigatori provenienti dalle coste del Levante fondarono colonie commerciali sfruttando la posizione favorevole verso Sicilia, Sardegna e Spagna.

La città punica di Aspis, nell’area dell’attuale Kélibia, era già un centro importante nell’orbita di Cartagine. Dopo la caduta di Cartagine nel 146 a.C., la penisola entrò nella provincia romana d’Africa e conobbe un lungo periodo di prosperità. I Romani valorizzarono la fertilità del territorio e costruirono infrastrutture, acquedotti, ville e insediamenti.

Il Forte di Kélibia domina ancora oggi la città dall’alto della collina. Nel corso dei secoli è stato ampliato e trasformato da popolazioni e dominazioni diverse: Romani, Vandali, Bizantini, Arabi, Normanni e Ottomani hanno lasciato tracce nella sua struttura. Proprio questa stratificazione rende la fortezza una sintesi visibile della lunga storia mediterranea della zona.

Con la conquista araba del VII secolo il territorio entrò pienamente nel mondo islamico; nei secoli successivi la penisola continuò a prosperare come area agricola e commerciale. Il periodo del protettorato francese lasciò poi segni nell’architettura, nella lingua e nell’organizzazione del Paese. Dopo l’indipendenza del 1956, Kélibia è rimasta una località fortemente legata al mare, all’agricoltura e alla vita locale.

Interno del Forte di Kélibia
Curiosità. Nelle giornate più limpide da Kélibia può essere visibile Pantelleria. Il tratto di mare tra il vicino lido di Hammam El Ghezaz e l’isola misura circa 70 km in linea d’aria.