
Hammamet e il Capo Bon
Il documento presenta Hammamet come la grande stazione balneare della penisola del Capo Bon, conosciuta in Europa per le spiagge e per una Medina considerata tra le più belle e meglio conservate della Tunisia.
La città ha origini antiche e nel corso del tempo ha attirato viaggiatori, scrittori, artisti e personaggi pubblici. Il materiale ricorda Paul Klee, Gustave Flaubert e Winston Churchill; per il pubblico italiano Hammamet è inoltre legata alla figura di Bettino Craxi, che visse qui gli ultimi anni della sua vita.
La Medina
Ancora parzialmente abitata, la Medina si sviluppa in un dedalo di viuzze dove si incontrano botteghe di ceramiche dipinte a mano, tessuti berberi, argento lavorato e spezie colorate. Fare acquisti è quasi un pretesto per perdersi nel quartiere, osservare le porte, entrare nelle piccole botteghe e seguire i profumi del mercato.
Le mura della Medina si affacciano direttamente sul mare e sono tra gli elementi più scenografici della città. Al tramonto la pietra assume colori più caldi mentre il mare resta sullo sfondo, creando uno dei momenti migliori per percorrere la cinta muraria.

La Kasbah di Hammamet
All’interno della Medina, direttamente sul litorale, si trova la Kasbah: una possente fortezza costruita con funzione difensiva quando la città doveva proteggersi dagli attacchi provenienti dal mare.
La struttura è caratterizzata da mura imponenti, torri di avvistamento e bastioni che ricordano la sua importanza strategica. Dalla parte alta si gode un panorama ampio sulla costa, sui tetti e sulle viuzze bianche della Medina.

Il documento sottolinea che la Kasbah non è soltanto un sito storico: al suo interno e nei dintorni si trovano piccole botteghe artigianali, gallerie e souk. La visita permette quindi di unire la parte monumentale a un assaggio della cultura e dell’artigianato locale.
Porte, colori e case della Medina
La Medina è dominata dal bianco e dal blu. Le facciate chiare riflettono la luce, mentre porte e finestre blu creano il contrasto più tipico. Il documento ricorda però anche porte gialle e ingressi lavorati, uno diverso dall’altro, che rendono piacevole osservare i dettagli delle abitazioni.

I piccoli souk, le case, le porte decorate e le pareti bianche fanno sì che la visita non debba essere necessariamente costruita intorno a una lista di monumenti. Una parte importante dell’esperienza consiste semplicemente nel camminare e guardarsi intorno.
La fortezza e il lungomare
La Kasbah domina la costa e rappresenta il passaggio naturale tra la città storica e il mare. Salire sulle mura permette di osservare il golfo, mentre proseguendo verso il porto si entra gradualmente nella parte più vivace e contemporanea di Hammamet.
Il documento suggerisce di esplorare torri e stanze interne, proseguire verso il porto per godersi la brezza marina, osservare le barche dei pescatori e magari fermarsi in un ristorante di pesce affacciato sull’acqua.
Costeggiando le mura si raggiunge anche lo storico Café Sidi Bouhdid. Nel testo viene consigliata una sosta per una limonata con mandorle, possibilmente aspettando il tramonto: un piccolo rito che riassume bene il lato più rilassato della città.
In poche ore Hammamet permette quindi di passare dalla storia della Medina e della fortezza al lungomare, ai caffè e alla vita balneare, unendo visita culturale e relax.